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Per la scala, Luigi Caccia Dominioni crea - sono le sue parole - “una struttura in ferro dalla semplice architettura a spirale, sufficientemente larga, con gradini adeguatamente profondi per rendere il passaggio, di per sé ristretto, il più agevole possibile”. Come egli rileva, “la copertura in rame e il rivestimento in vetro retinato garantiscono una fruibilità del percorso in tutta sicurezza e, allo stesso tempo, contribuiscono a un rimarchevole risultato estetico dell’insieme, ben collegandosi alle murature intonacate ed alle ringhiere di sicurezza poste in giro alla terrazza di collegamento con pavimentazione a granito e tappeto erboso”.
Al di là delle sue caratteristiche strutturali, la scala di Caccia che conduce dalla terrazza ai locali del mosaico paleocristiano presenta alcune peculiarità quasi magiche: nel caldo torrido dell’estate, appare pressoché come un’oasi, nella quale dimenticare l’afa per scendere verso un clima progressivamente più fresco gradino dopo gradino, fino a quella assolutamente inimmaginabile visione che ci attende laggiù; nel freddo e nel grigio dell’inverno, invece, la scala si trasforma in un rifugio confortevole, in cui la temperatura più clemente pare via via predisporre allo splendore luminoso del tesoro nascosto di sotto nelle profondità della terra.

(Testo redatto sulle note dell’architetto Elena Soncini)