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Ritornati nel corridoio e oltrepassata la porta a vetri, ecco aprirsi alla nostra vista il salone di ampia metratura che si intravedeva prima (sala A). Il locale, sporgente rispetto al corpo di fabbrica principale e completato da un terrazzo che sovrasta il cortile, si può ipotizzare che sia un ampliamento del fabbricato originale, operato posteriormente alla primitiva edificazione. L’ipotesi è corroborata anche dalla fattura delle finestre, descritte sopra, chiaramente di epoca recente.
All’interno della sala, spicca il camino in marmo rosato, sormontato da uno specchio con cornice di legno dipinta a motivi in oro su fondo azzurro.
Al di sopra delle aperture a lato del camino, intravediamo dei pannelli con motivi lignei dorati che riprendono soggetti vari, dagli strumenti musicali alla caccia.

Il preesistente controsoffitto è stato abbattuto, per infondere maggior respiro al camino e alle porte ad esso laterali, ma la presenza di una trave a metà del locale ha costretto a dividere il soffitto in due parti, rifinite poi, su idea dell’architetto Caccia Dominioni, con delle guscie perimetrali, e collegate da un abbassamento ad arco in posizione centrale.

Nella foto sono visibili le scrivanie in legno laccato disegnate da Luigi Caccia Dominioni.