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NOTE

38 Il nome della via ricorda una chiesa, che non esiste più, che era stata costruita ai margini del Teatro Romano

39 moles cuneata theatri

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Alle terme si andava, oltre che per motivi igienici e per curare in vario modo il corpo (negli ambienti destinati ai bagni caldi e freddi, alla sauna e al bagno turco e nelle sale per gli esercizi ginnici), anche per incontrarsi, discutere, intessere relazioni sociali e culturali, leggere (nei complessi termali erano presenti biblioteche e sale di lettura), ascoltare conferenze, esecuzioni musicali (nelle sale per la musica), letture poetiche, combinare affari, mangiare al ristorante. Le terme, oltre che centro di aggregazione sociale, diventavano anche un veicolo di propaganda del potere e non a caso l’imperatore Massimiano decise di costruire un grande edificio termale per i cittadini. I pavimenti erano decorati con lastre di marmo o con mosaici.
I Romani deviarono a Lucernate l’antico percorso del fiume Olona che prima confluiva direttamente nel Po, per condurre le acque dell’Olona, che erano pulite e pregiate, oltre che impetuose, alle grandiose Terme Erculee e poterne usufruire.
Magari il nostro dignitario era atteso al Foro, luogo di incontro del potere civile, amministrativo e giudiziario. Mediolanum era un fondamentale punto strategico per controllare la zona settentrionale della penisola italiana. Il suo ruolo militare fu accresciuto dai barbari ai confini nord-occidentali dell’Impero. La zona del Foro (da piazza san Sepolcro a piazza Pio XI) era situata presumibilmente all’incrocio fra il cardo massimo, orientato in direzione Sud/Ovest-Nord/Est (vie Nerino-Cantù-santa Margherita) e il decumano massimo, orientato da Nord-Ovest a Sud-Est (vie santa Maria alla Porta-santa Maria Fulcorina-Bollo). Nelle vicinanze, doveva trovarsi anche l’edificio della zecca (detta, in latino, moneta), i cui resti vennero ritrovati in via Moneta. Le vie Zecca Vecchia e Moneta conservano nel nome il ricordo dell’antico edificio. Intorno al Foro, in un’ampia cerchia di vie si raggruppavano opifici e botteghe, delle quali si conservano ancora oggi i nomi antichi: spadari, armorari, speronari, andegari, cappellari. L’economia di Mediolanum si reggeva su fabbriche artigianali di armi, su manifatture di lana e concerie, che esponevano le insegne davanti alle botteghe e esibivano i manufatti sulla pubblica via. Artigiani e commercianti vivevano spesso sopra le proprie botteghe.
Probabilmente sui due lati lunghi del Foro si stagliavano dei portici. Attorno al Foro, il mercato, e poi botteghe e taverne, e templi, e anche il tribunale. Tutto intorno al Foro si diramavano vie strette, sulle quali sorgevano affollatissime case. Chi non aveva mezzi sufficienti per concedersi una domus viveva in edifici a molti piani (insulae), costruiti prevalentemente in legno, sovraffollati e rumorosi, in piccoli appartamenti riscaldati solo con un braciere messo al centro del locale.
Per sollevare lo spirito fra una discussione d’affari e l’altra, forse era possibile effettuare un salto al Teatro, costruito nel primo secolo, i cui resti si trovano attualmente nelle cantine del Palazzo della Borsa in piazza degli Affari, vicino a via san Vittore al Teatro
38. Ausonio ricorda le sue «gradinate a cuneo»39, su cui prendevano posto anche settemila persone, per assistere alla rappresentazione, in orario diurno, di commedie e di tragedie oppure a spettacoli con danzatori e mimi. Di sera non si tenevano spettacoli, a causa della mancanza assoluta di illuminazione. Le strade durante la notte erano totalmente buie e se ci si doveva recare da qualche parte, bisognava farsi accompagnare da un congruo numero di schiavi provvisti di torce per illuminare le vie.
E dopo il Foro, il dovere avrà chiamato il nostro dignitario al Palazzo Imperiale, per l’atto di ossequio alle più alte cariche dello Stato. Il Palatium consisteva in un vasto quartiere con tutte le strutture indispensabili alla vita della Corte: residenze imperiali, caserme, magazzini, terme, edifici di culto… I vari stabili probabilmente vennero edificati in epoche diverse e destinati ad accogliere non soltanto la dimora dell’imperatore e della sua Corte e le strutture di servizio, ma anche altri ambienti di rappresentanza. Forse gli avanzi dell’edificio scoperto in via Brisa appartengono al complesso imperiale. Il Palazzo era probabilmente circondato da una cinta autonoma, ed era contornato a Occidente dalla mole imponente del Circo, l’edificio di svago per eccellenza, soprattutto nell’epoca romana più tarda, e sempre posizionato nei pressi del Palazzo Imperiale, per consentire all’imperatore di raggiungere direttamente la tribuna imperiale, che a Mediolanum era dalle parti di via Morigi.