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NOTE

34 Eleonora Bairati-Anna Finocchi Arte in Italia volume I, edizioni Loescher, Torino 1984, p. 128

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Il termine gnosticismo deriva dal greco gnosis, «conoscenza»: l’individuo deve giungere alla conoscenza di sé, dell’origine dell’uomo e del mondo, e questa conoscenza gli consente la salvezza personale dal mondo della materia, che è il male. Il pensiero gnostico non aderì completamente ai Vangeli cristiani canonici, dai quali divergeva in modo radicale su alcuni punti salienti.
Origene nacque probabilmente a Alessandria intorno al 185 e morì presumibilmente nel 253 a Tiro. Egli venne considerato fin dai suoi tempi uno dei più importanti teologi cristiani. Il suo nome fu però discusso nell’antichità cristiana e pronunziato con entusiasmo o disprezzo, forse perché molti eretici si richiamarono alla sua autorità. Grazie all’opera di Origene, la gnosi si insinuò anche nel cristianesimo. Le sue preferenze per l’interpretazione allegorica della Scrittura e l’influenza della filosofia platonica, lo fecero incorrere, per la chiesa cristiana, in gravi errori dogmatici. Ad Alessandria d’Egitto, ove erano fiorite le principali tradizioni gnostiche, Origene, in aperta polemica contro le più importanti correnti gnostiche, eppure da esse profondamente influenzato, propose una gnosi cristiana.

Un viaggiatore d’epoca
È suggestivo tentare di ricreare con l’immaginazione l’ingresso nella Milano di allora di un viaggiatore proveniente da Roma, magari proprio del proprietario della casa che ospitava l’aula con il nostro mosaico. Lo chiameremo Caius Atilius Mogetius. Con quale mezzo avrebbe potuto affrontare il lungo viaggio dalla capitale dell’Impero? I Romani, come è noto, furono grandi fra l’altro anche nell’ingegneria stradale e portuale: il loro sistema viario costituiva la struttura portante dell’organizzazione politica, sociale, economica del loro immenso Stato. Le strade romane furono ideate e costruite talmente bene da venire utilizzate ancora ai nostri giorni, con tracciati diretti, in grado di collegare fra loro i grandi centri il più rapidamente possibile. Venne creata anche una rete di servizi pubblici di trasporti e di collegamenti per tutte le province, la cui formazione e il cui mantenimento erano a carico dello Stato. Usufruiva delle strade anche il servizio postale, che assicurava la consegna di messaggi di ogni genere, mediante corrieri a cavallo o, nelle città, postini. Il mondo romano è caratterizzato essenzialmente dalla completezza della rete stradale. La strada romana nasce da un concetto strategico, e le sistemazioni stradali di maggiore importanza sono opera delle legioni e di esperti militari. La più importante arteria di comunicazione fra Roma e l’Italia del Nord fu la via Flaminia, il cui prolungamento da Rimini a Piacenza venne deciso dopo il 187 a. C. dal console Marco Emilio Lepido, e dal suo nome la strada si chiamò via Emilia. Sempre nel corso del secondo secolo, la via Emilia fu prolungata fino a Mediolanum.
La fatica che deve essere costata tutta questa realizzazione, affidata ai legionari, è davvero immane: dallo scavo di almeno sessanta centimetri dell’interramento sopra il quale si sarebbe distesa la strada, al successivo riempimento di esso con strati di pietra, sabbia, terra, cementati con la calcina, alla ricopertura finale della strada con lastroni di pietra che si incastravano perfettamente senza lasciare spazi vuoti. «… i Romani elaborarono metodi sicuri per rendere compatto e resistente il manto stradale (la lastricatura era fondata su un triplice strato di pietrame diversamente sbrecciato) e soluzioni di alta ingegneria per le opere necessarie alle grandi vie di comunicazione (ponti, viadotti, gallerie) al fine di ottenere quelli che poi sono gli stessi requisiti delle strade moderne: l’indeformabilità del fondo e la rettilineità del tracciato».
34 I Romani, poi, molto avveduti già a quei tempi lontani, prevedevano sempre per le strade dei canaletti di scolo per la pioggia, e le necessarie opere di sostegno contro le frane, le cadute di massi e la neve. La manutenzione di simili strutture era sicuramente onerosa, non soltanto per l’estensione dei tracciati. Attraverso questo variegato e capillare sistema di comunicazioni viarie, tutto viaggiava velocemente, dalle mercanzie alle idee alle scoperte alle tecniche, alla cultura in generale, arte, scienza, filosofia.