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NOTE

30 Publio Virgilio Marone (70-19) raffinato poeta latino, scrisse l’Eneide, le Bucoliche, le Georgiche

31 Plinio Cecilio Secondo (61-112) oratore e letterato latino

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La piena integrazione venne sanzionata nel 42 con la romanizzazione di Mediolanum: a quel punto fu abolito lo status di provincia, che comportava la presenza stabile di truppe inviate da Roma.
Mediolanum, ubicata al centro di tutte le strade di comunicazione più importanti, era ormai anche al centro di una complessa rete di traffici commerciali e non soltanto, fra Occidente e Oriente e anche fra Nord e Sud, e divenne il riferimento economico e artistico più importante dell’Italia della valle padana, e il polo di attrazione della cultura nel Nord. La sua scuola di retorica venne frequentata anche da Virgilio
30 e da Plinio il Giovane31. Gli abitanti vivevano di commerci, e la città continuava a crescere, con una grande vitalità economica e culturale, pur mantenendo sempre la sua importanza strategica e militare.
Mediolanum venne circondata da mura possenti, che la proteggessero non solo nei confronti delle popolazioni vicine non ancora assoggettate ma anche durante le operazioni militari riguardanti le lotte romane per il potere. Intorno alle mura scorrevano due piccoli fiumi, il Seveso e il Nirone, che alimentavano con le loro acque il fossato difensivo che era stato scavato attorno alla città.
Il sistema delle acque ideato dai Romani era molto ingegnoso. Il Seveso, dopo aver contribuito a colmare i fossati che circondavano la città, in via Cusani si sdoppiava in Grande-Seveso (in direzione di via san Giovanni sul Muro) e Piccolo-Seveso (verso via dell’Orso). Il Piccolo-Seveso si suddivideva ancora all’altezza di corso di Porta Romana per approvvigionare gli impianti degli artigiani. Grande-Seveso e Piccolo-Seveso si ricongiungevano successivamente in piazza Vetra, nel canale Vettabbia, emissario delle acque della Milano romana. Un altro immissario importante era il corso d’acqua Acqualunga, che giungeva da corso di Porta Venezia e si immetteva nel Seveso.
L’approvvigionamento idrico era realizzato mediante acquedotti, cisterne, pozzi. Mediolanum si trovava al centro di una pianura percorsa da numerosi corsi d’acqua, tra cui Olona, Lambro, Seveso, Acqualunga, Nirone, che furono deviati dal loro alveo naturale e spostati fuori le mura e all’interno della città, per garantire l’acqua necessaria ai vari servizi e per smaltire i rifiuti prodotti.
Nell’età imperiale, Mediolanum acquista sempre più importanza militare, politica, economica, culturale. I barbari erano alle porte e Roma non riusciva più a controllare il suo territorio, davvero immenso, le servivano degli avamposti, e Mediolanum, grazie alla sua posizione, era l’ideale per questo scopo. E così, dopo la metà del terzo secolo, essa in tal senso si trasforma, e in seguito alle invasioni barbariche e all’anarchia militare, vivrà tormentata dalle scorrerie e dai passaggi delle truppe.
La città fu elevata nel 286 a sede imperiale e tale rimase fino al 402, quando al suo posto subentrò Ravenna. L’imperatore Diocleziano aveva infatti diviso in due l’Impero per meglio controllarlo e chiamato Valerio Massimiano, un fidato generale, a condividere la potestà imperiale, insediandolo a Mediolanum che era stata scelta come capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Diocleziano a sua volta tolse da Roma la sua residenza e la Corte imperiale e si trasferì in Asia Minore, vicino alle zone di guerra.
La presenza permanente della Corte dell’imperatore d’Occidente, con il seguito di dignitari, funzionari, militari, trasformarono Mediolanum in un centro di ambasciate e di eserciti, e in polo di attrazione per i mercanti. La città, capitale dell’impero, abitata da più di centomila persone, divenne un centro attivissimo di lavoro, produzione, scambi, nel quale convergevano uomini di ogni nazione, religione, ceto.
A scopo di difesa, dato che Mediolanum era soprattutto un avamposto, l’imperatore Massimiano decise di costruire una nuova cerchia di mura dello spessore di circa due metri, più ampia della precedente, perché includeva una fascia di terreno a Nord-Est e a Ovest, in corrispondenza del Circo.

A Mediolanum ogni cosa è degna di ammirazione, vi è profusione di ricchezze e innumerevoli sono le case signorili; la popolazione è di grandi capacità, eloquente e affabile. La città si è ingrandita ed è circondata da una duplice cerchia di mura: vi sono il circo, dove il popolo gode degli spettacoli, il teatro con le gradinate a cuneo, i templi, il palazzo imperiale, la zecca, il quartiere che prende il nome dalle celebri terme Erculee.