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Altre Antiche Strade
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Il Capitolo
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04





NOTE

14 Origene Commento
al Vangelo di Matteo

15 Daniela Scagliarini La Villa Romana fino alla tarda antichità in Villa Romana Desenzano Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1992, p. 44

16 Daniela Scagliarini ivi p. 45

17 Daniela Scagliarini ivi p. 12

18 Daniela Scagliarini ivi
pagine 11-12

19 Daniela Scagliarini ivi p. 30

20 Daniela Scagliarini ivi p. 30

21 Daniela Scagliarini ivi p. 44

4

La riva del lago costeggiava il complesso verso Est, mentre attualmente dista almeno settanta metri. L’edificio era situato poco a Nord della strada che collegava Mediolanum a Verona, lungo la riva meridionale del lago di Garda. I ruderi rimasti facevano parte di un complesso di edifici risalenti all’inizio del quarto secolo. Da un vestibolo ottagonale si accedeva alla spiaggia e, probabilmente, al porticciolo; attraverso il vestibolo si entra nel cortile interno (peristilio), che dava su altri locali. Dei locali e del peristilio sono stati conservati tratti della ricca pavimentazione musiva a schemi geometrici e motivi vegetali. Nell’atrio invece quattro rettangoli racchiudono dei mosaici che rappresentano scene di pesca. Vi si vedono, su barche e su scogli, dei piccoli angeli attrezzati con canne e secchielli che pescano in un mare ricco di pesci, fra cui si notano una triglia, dei cefali e un polipo. Il soggetto, unico, è la rappresentazione di angioletti pescatori, disposti entro barche o su scogli, muniti di canne da pesca e secchielli. La lettura stilistica dei mosaici di Desenzano «consente di cogliere la persistenza di una resa ancora plastica e chiaroscurata, assecondata dall’uso della linea di contorno policroma, che evidenzia la diversa illuminazione delle figure, e in generale di un rispetto per la rappresentazione naturalistica… che contrasta con i modi di rappresentazione convenzionali propri dell’arte tardoantica… tutti elementi che rimandano al ritorno classicistico dell’età costantiniana…»
15. Nel mosaico degli angioletti pescatori di via Amedei, invece, «la trattazione delle figure è… sensibilmente orientata verso il linearismo e la bidimensionalità».16 Gli angioletti pescatori di via Amedei e di Aquileia pescano con le reti, mentre a Desenzano con lenze, canne e cestelli.
Uno dei locali era il triclinium, stanza di rappresentanza. Quivi il mosaico centrale ha un ritmo geometrico elaborato in cui gli ottagoni si alternano a quadrati e a croci greche. Le figure geometriche sono collegate e contornate da due fasce attorte che s’inseguono.
Il territorio della villa di Desenzano doveva appartenere come zona al municipium di Verona ed era inserito, oltre che nei collegamenti via fiume e via lago, nella rete della viabilità via terra, vicino alla «via Gallica» (che collegava Bergamo, Brescia e Verona). Si trovava poi molto vicino a Mediolanum, e questo edificio rappresenta quindi «un riflesso indiretto del fasto di Mediolanum capitale»
17.
A partire dal quarto secolo, anche le grandi villae «ricoprirono un importante ruolo nel processo di cristianizzazione» non dissimile da quello «svolto da alcune domus signorili in ambito urbano: divennero cioè sedi di oratori e di edifici di culto»
18.
Riguardo all’identità del proprietario della Villa di Desenzano, risalendo alle origini del nome «Desenzano», che deriverebbe dall’appellativo del fundus su cui era situata la dimora romana, si giungerebbe a un certo Decentius, da cui Fundus Decentianus, cioè «di proprietà di Decentius». Fra i tre Decentius ipotizzati, il più importante fu Flavius Magnus Decentius, parente di Magnenzio, usurpatore, con cui condivise il potere come Cesare dal 350 al 353. La sede di Decentius come Cesare era Mediolanum, per cui il legame di Desenzano con Mediolanum risulterebbe molto più diretto di quanto si potrebbe supporre
19. Ma è interessante anche un altro Decentius, menzionato nel 384 come agens in rebus di Valentiniano II, beneficiato (non si sa se lui personalmente o suo figlio) da una guarigione miracolosa di Ambrogio a Firenze:20 sarebbe così comprensibile la trasformazione di parte della Villa in locale di culto cristiano.
Le somiglianze fra il nostro mosaico e quelli di Aquileia e Desenzano attestano una circolazione delle immagini che i musivarii componevano e adattavano nei diversi edifici. «Nella Cisalpina… esisteva una attività tradizionale di officine musive, che in età tardoantica si mostrano particolarmente operose» e in grado di soddisfare le esigenze dei committenti
21.

Aquileia
I Romani decisero, nel secondo secolo a. C. di costruire, nell’estremo lembo orientale della penisola italica, un importante centro militare ed economico, che fungesse da primo baluardo su quel fronte, per la difesa della Pianura Padana e, soprattutto, di Roma.