Il Libro
Il Mosaico
Altre Antiche Strade
Unione Fiduciaria
Il Capitolo
<
03





NOTE

8 Mario Mirabella Roberti ibidem

9 Mario Mirabella Roberti ibidem

10 Mario Mirabella Roberti ibidem

11 Storia dell’arte italiana a cura di Carlo Bertelli, Giuliano Briganti, Antonio Giuliano; edizioni Electa/Bruno Mondadori, Milano 1990, p. 292

12 Bertrand Lançon La vita quotidiana a Roma nel tardo Impero traduzione Maria Grazia Meriggi, Milano 1999, p. 49

13 13,47-49

14 Origene Commento
al Vangelo di Matteo

3

La seconda zona «ha un tessuto di quadrati e ottagoni, con vari pannelli geometrici legati a croci equilatere decorate a matassa»
8; all’interno un grande quadrato, un emblema, con una scena di pesca.

La terza zona «ha una serie di otto ottagoni e quadrati, disposti fra complessi meandri di matasse a due fasce. I tre campi sono divisi da festoni di alloro»
9. Il numero otto significa «infinito» e anche «vita eterna», nella simbologia cristiana rappresenta l’unione dell’infinito (Dio) con il finito (l’uomo). Nel linguaggio esoterico l’otto indica l’infinito orizzontale e verticale e perciò è il simbolo dell’autorità universale, ma è anche, per gli Oracoli Sibillini, l’«altro» mondo in cui si realizza l’assoluta perfezione, e, per la tradizione cristiana, il simbolo della resurrezione, cioè del momento in cui si ricomincia.
All’interno degli ottagoni si può trovare anche il cosiddetto «nodo di Salomone», formato da intrecci geometrici come di due cordoni chiusi ad anello, in cui è impossibile discernere dove cominciano e dove finiscono. L’intrico così fitto di nodi di Salomone, croci, ottagoni e altri grovigli forse svolgeva la funzione apotropaica di rendere simbolicamente impossibile l’accesso alle forze negative del male.
Il più interessante dei mosaici è quello del riquadro centrale con la scena di pesca: alcuni angioletti pescano con la rete da una barca; uno nuota e sfugge a un polipo; uno è tratto in salvo su un isolotto e sfugge al morso di una murena. Più in alto si vedono due montagnette e una barca; pesci e polipi nuotano fra le onde dell’acqua. I vivaci angioletti che sono contornati con filari di tessere rosse (dal lato della luce) e nere (sull’ombra), paiono muoversi con leggerezza e agilità. La loro plasticità è espressa in modo essenziale. È più che probabile il significato allegorico delle immagini relative agli angioletti: i due aspetti della pesca e della salvazione (un angelo è tratto a riva e riesce a sfuggire alla murena, un altro evita un polipo) parrebbero collegarsi a valori cristiani. Il che non farebbe che confermare l’ipotesi di pavimento di un’aula di culto risalente alla seconda metà del quarto secolo
10.
Nei primi secoli di diffusione del cristianesimo si hanno esempi di mosaici pavimentali con motivi simbolici e soggetti sacri nelle abitazioni private. Si trattava delle prime sedi cristiane, che possedevano «un carattere sommesso e privato», erano «case che in nessuna particolarità» si distinguevano «dalle abitazioni comuni», se non per il fatto che alcuni locali venivano «adibiti al culto».
11 Anche il loro nome giuridico, tituli, «indica che si trattava di proprietà private». Ciò segnava «una profonda differenza rispetto alla religione ufficiale, che era sovvenzionata dallo Stato e ospitata negli edifici pubblici»12. Alla fine del quarto secolo, i segni architettonici della nuova religione erano ancora molto modesti, il tessuto sociale essendo ancora in gran parte non cristiano.
Purtroppo il mosaico è conservato per meno della metà: tutto il lato meridionale, come larga parte dell’intero pavimento, è andato perduto.
La raffigurazione della scena di pesca ci rimanda al passo del Vangelo secondo Matteo relativo alla pesca di ogni genere di pesci e alla salvezza finale

… il regno dei cieli è simile a una rete gettata in mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la traggono a riva e, sedutisi, raccolgono i buoni nei canestri, gettano invece via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo: usciranno gli angeli, separeranno i cattivi di mezzo ai giusti e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti
13

e all’interpretazione che di esso ne diede Origene:

Il regno dei cieli è simile a una rete gettata in mare, e che raccoglie ogni genere di pesci; le parole «che raccoglie ogni genere di pesci» possono anche indicare la vocazione delle nazioni di ogni razza. Coloro, poi, che sono al servizio della rete gettata in mare sono il Signore della rete, Gesù Cristo, e gli angeli che si avvicinano a lui per servirlo, i quali non traggono fuori dal mare la rete e non la portano sulla riva del mare, cioè verso le realtà estranee a questa vita, se non si è completamente riempita, vale a dire se non è entrata in essa la pienezza delle genti
14.

Desenzano
La Villa Romana di Desenzano era disposta ai piedi di un declivio collinare, a pochi metri dalla spiaggia.