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NOTE

57 Charles de Brosses Lettres familières écrites d’Italie en 1739 et 1740 tradotte in italiano da Bruno Schacherl con il titolo Viaggio in Italia Lettere familiari edizioni Laterza, Bari 1992 p. 85

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Se occuparsi del rendimento delle proprietà terriere richiedeva impegno e dedizione, i risultati però annullavano ogni fatica: «Non finirei mai di esaltare la bellezza delle strade e di tutta la campagna del Milanese, ricca e fertile, piantata dovunque di begli alberi, e tagliata da una gran quantità di canali fra i quali corre quasi ininterrottamente la strada...»
57. Per quanto risiedere a Milano fosse piacevole e stimolante, il contatto con la natura era davvero rasserenante e acquietava anche lo spirito più inquieto.
Un acquaiolo insisteva a offrire la sua acqua da bere, magnificando le virtù dissetanti dello sciroppo. Ma gli occupanti dell’imbarcazione non avevano ancora sete. Più fortunato il venditore di castagne, cotte al forno ed infilate a formare come delle collane.
Presa dalle sue riflessioni, la baronessa quasi non si accorse che era già stato superato il borgo di Gorgonzola, dove al tempo dei Romani si trovava la stazione per il cambio dei cavalli. Arrivò il postino sulla sua cavalcatura, ma sparì presto all’interno dell’abitato.
L’acqua del Naviglio scorreva particolarmente vitale davanti all’imbarcazione e l’andamento del canale artificiale si rinnovava di istante in istante, raramente rettilineo.
Ormai era prossima Cernusco, l’antica Cixinusculum di epoca romana. Anche qui i giardini in successione, nello splendore dei colori autunnali, fungevano da sfolgoranti proemi alle relative ville signorili.
Appena superata Cernusco, una locanda per viandanti e naviganti infreddoliti attendeva la baronessa Livia e il resto della comitiva. Gli addetti alla navigazione avrebbero potuto rilassarsi un po’ dalla tensione del viaggio, mentre i signori si sarebbero sistemati intorno al fuoco del camino per uno spuntino leggero. D’estate, forse il gioco delle bocce; nelle stagioni fredde, l’intrattenimento offerto da un cantastorie con la sua chitarra a tracolla.
Chiuso il piacevole intermezzo, si risaliva in barca. La stanchezza cominciava a farsi sentire, qualcuno cedeva al sonno, cullato dall’andamento dell’imbarcazione. Dopo un bel tratto, ecco il punto dell’intersezione con il Lambro,