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NOTE

37 Empio Malara La navigazione turistica e per passeggeri Locarno-Milano-Pavia-Venezia in In viaggio sui... p. 150

38 Empio Malara ivi p. 27

39 Empio Malara ivi p. 150

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«Oltre ai prodotti agricoli e artigianali dei territori montani… e delle merci che giungevano attraverso i passi del Gottardo, dello Spluga e dell’Engadina, le barche milanesi trasportavano anche le pietre ornamentali lavorate dagli scalpellini e le armature e i cannoni delle fonderie lombarde, tutti materiali pesanti per i quali il trasporto via acqua era particolarmente prezioso, specialmente se praticato con barche cariche nel senso della corrente»
37.
«Nessuna altra città interna al bacino del Po vantava un sistema portuale così ricco come quello milanese: dal lago Maggiore provenivano a Milano legnami, carbone, calce, pietre, marmi, vino, pesci, grassine, formaggi, vitelli, capretti, castagne, e le merci d’oltralpe; dal lago di Como, ferro, piombo, rame, legna, carbone, calce, gesso, pesci, sassi e pietre.
Nel circuito interno del Naviglio queste merci venivano ordinate, selezionate ed esposte per la vendita nelle sciostre e distribuite per vie di terra o per via d’acqua.
Dopo la lavorazione delle materie prime nelle officine, fonderie, segherie, falegnamerie, botteghe artigiane, e nei filatoi della lana, del lino e della seta, le merci venivano caricate sulle navi e le imbarcazioni, tirate dai cavalli, procedevano lente fino ai Navigli di valle.
Il movimento delle barche era diventato così intenso da provocare il primo conflitto tra i diversi usi del Naviglio interno. Tra la navigazione da un lato e l’irrigazione e la produzione di energia dall’altro»
38.

Abbiamo sentito sempre parlare del Duomo, di come i suoi marmi fossero giunti a destinazione sui grandi barconi provenienti dal lago Maggiore. Ma i materiali per l’edilizia di tutte le case di Milano avevano la stessa provenienza. «Milano, e non solo Milano, è stata costruita grazie ai Navigli Grande e della Martesana: dal Lago Maggiore, oltre al marmo di Candoglia per la costruzione del Duomo, scendevano lungo il Ticino e il Naviglio Grande sulle «maggiori barche»… il granito rosa di Baveno e quello bianco di Montorfano, gli gneiss di Antigorio e di Beura (Beola); dal lago di Como veniva il marmo nero di Varena, le serpentine e la pietra ollare dalla Val Malenco, il serizzo e il ghiandone dalla Val Masino; dalle basse valli dell’Adda e del Serio veniva il ceppo gentile molto diffuso in Milano e il ceppo policromo, usato nell’Ottocento per la costruzione del Naviglio di Pavia. Il ferro, il piombo e lo zinco giungevano invece dalla Bergamasca e dal Varesotto, dalla Valtellina e dalla Val d’Ossola»
39.