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NOTE

9 Empio Malara La memoria della cerchia dei Navigli in I Navigli: da Milano lungo i Canali - La bellezza nell’arte e nel paesaggio a cura di Roberta Cordani, edizioni Celip, Milano 2002, p. 122

10 Bonvesin de la Riva De magnalibus... p. 51

11 Empio Malara La memoria della... p. 122

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Per un semplice motivo tecnico: «il fossato di Milano era soprattutto pieno di acque sorgive. Milano è fabbricata su un terreno di costituzione particolare, dove, nel sottosuolo, al di sotto degli strati impermeabili di argilla, vi sono strati ghiaiosi in cui scorrevano abbondanti acque limpide a una profondità di pochi metri rispetto alla quota del terreno»
9.
Il canale all’inizio non era navigabile, ma fu presto ricostruito più ampio e dotato di un sistema di «chiuse» che consentivano ai barconi di superare i dislivelli.
Seguiamo ancora Bonvesin de la Riva:

«Un fossato di sorprendente bellezza e larghezza circonda questa città da ogni parte e contiene non una palude o uno stagno putrido, ma l’acqua viva delle fonti, popolata di pesci e di gamberi. Esso corre tra un terrapieno all’interno e un mirabile muro all’esterno, il cui circuito, misurato con estrema accuratezza, è risultato corrispondere a diecimilacentoquarantuno cubiti. La larghezza del fossato, lungo l’intero circuito intorno alla città, è di trentotto cubiti. Al di là del muro del fossato vi sono abitazioni suburbane tanto numerose che basterebbero da sole a formare una città»
10

Il fossato a cui si accenna era la cerchia interna dei Navigli.
I Navigli costituirono un sistema di canali artificiali navigabili che collegavano Milano alle varie province e servivano per il trasporto di derrate alimentari, materie prime e passeggeri. Le stesse vie d’acqua assolvevano anche funzioni militari, in quanto il trasporto delle truppe e delle armi avveniva spesso attraverso i canali, fino ai confini del Ducato.
Difficile immaginare per noi, in questo inizio di ventunesimo secolo, il tracciato delle linee d’acqua. Sostiene Empio Malara, appassionato cultore dei Navigli: «Se non si riapre almeno un tratto della cerchia d’acqua dei Navigli, finisce che se ne perderà anche la memoria»
11. Le strade che hanno sostituito i canali solitamente si presentano invase dalle auto parcheggiate e dal traffico incessante e purtroppo in sovrappiù afflitte da un frastuono insopportabile. Forse solo d’estate, in agosto, quando la città si svuota, e i milanesi (i pochi rimasti) ritornano padroni della loro città, dopo l’allontanamento delle auto, salendo all’ultimo piano di un alto palazzo, ecco che al nostro sguardo e soprattutto agli occhi del cuore potrebbe riapparire, almeno per pochi istanti, l’antico paesaggio di acque e di barche.